
- Materiali
- Pelle conciata al vegetale, fodera in pelle non tinta
- Costruzione
- Suola cucita a mano, fondo flessibile, risuolabile
- Taglie
- EU 36–46, calzata continua, genderless
- Colorazioni
- Nera e bianca (di dodici previste)
- Produzione
- Atelier familiare, Firenze–Lucca, piccoli lotti
- Tempi
- 4–6 settimane su richiesta
Rif. archivio 1127 — genderless, taglie EU 36–46, colorazioni nera e bianca
Modello Uno
Derby destrutturata sviluppata su una forma da lavoro degli anni Trenta conservata in archivio. Suola cucita a mano, nessuna intelaiatura rigida; per ora disponibile in nero e bianco.
Colorazione — Nera
Taglia
01 — Da dove nasce
Nell'archivio è conservata una forma da lavoro toscana degli anni Trenta, insieme alle schede di magazzino di un calzaturificio della Valdinievole. Quella forma nasceva per un piede che stava in piedi tutto il giorno: pianta larga, tallone basso, nessuna concessione all'estetica del piede stretto. Modello Uno parte da lì, dal principio che una scarpa debba essere costruita attorno al corpo che la abita.
02 — Come è tradotto
La forma originale è stata rilevata e riproporzionata su una scala continua dalla EU 36 alla EU 46, senza cambi di calzata tra le taglie. La struttura interna è stata alleggerita: nessun contrafforte rigido, tomaia in un solo pezzo, allacciatura a tre coppie di occhielli che consente un'apertura ampia e un ingresso agevole. La pelle è conciata al vegetale in Toscana e declinata in colorazioni nera e bianca (di dodici previste).
03 — Chi lo realizza
Ogni paio è montato e cucito a mano in un atelier familiare tra Firenze e Lucca, in lotti di poche decine di paia. Lo stesso artigiano segue la scarpa dal taglio della pelle alla finitura del fondo. La filiera è tracciata: conceria, pellame, suola e cucitura restano entro un raggio di poche decine di chilometri.
04 — Perché comprarlo
Perché non è un prodotto stagionale: non uscirà di collezione, si può risuolare e invecchia visibilmente bene. Perché è genderless per costruzione e non per comunicazione. E perché acquistandolo si sostiene una filiera artigianale che continua a esistere solo se qualcuno continua a commissionarle lavoro.
English version
Modello Uno — the full story
Where it comes from
The archive holds a 1930s Tuscan work last, along with the stock records of a shoe factory in the Valdinievole. That last was made for a foot that stood all day: wide, low-heeled, indifferent to the aesthetics of the narrow foot. Modello Uno begins there — with the idea that a shoe should be built around the body wearing it.
How it is translated
The original last was surveyed and re-proportioned across a continuous EU 36–46 range, with no change of fit between sizes. The internal structure is deliberately light: no rigid counter, a single-piece upper, three eyelet pairs allowing a wide opening and easy entry. The leather is vegetable-tanned in Tuscany and offered in black and white for now.
Who makes it
Every pair is lasted and hand-stitched in a family atelier between Florence and Lucca, in batches of a few dozen. The same maker follows the shoe from cutting to sole finishing. The supply chain is traceable and stays within a few dozen kilometres.
Why buy it
Because it is not seasonal: it will not leave the collection, it can be resoled, and it ages visibly well. Because it is genderless by construction, not by campaign. And because buying it keeps a Tuscan artisan supply chain alive — it only survives while someone keeps commissioning it.