
- Materiali / Materials
- Pelle naturale e lussuosa / Natural and luxurious leather
- Costruzione / Construction
- Suola cucita a mano, fondo flessibile, risuolabile / Hand-stitched sole, flexible base, resoleable
- Taglie / Sizes
- EU 36–46, calzata continua, genderless e morbidissima / EU 36–46, continuous fit, genderless and very soft
- Colorazioni / Colours
- Nera e bianca (di dodici previste) / Black and white (twelve planned)
Rif. archivio / Archive ref. 1127 — genderless e morbidissima, taglie / sizes EU 36–46, nero e bianco / black and white
Ballerina Genderless
La ballerina: una storia oltre il genere
La ballerina, oggi associata soprattutto alla moda femminile, affonda le sue origini in una lunga tradizione di calzature basse, morbide ed eleganti, indossate tanto dagli uomini quanto dalle donne.
Le sue radici risalgono alle scarpe di corte europee del Settecento, realizzate in seta, pelle e materiali preziosi. Tra i suoi precedenti si possono riconoscere anche le calzature maschili degli incroyables francesi, dopo la Rivoluzione, e le pumps inglesi da sera: modelli che testimoniano il valore della scarpa bassa nell'abbigliamento elegante maschile.
Parallelamente, la moda neoclassica tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento diffuse scarpine femminili leggere, spesso in seta o pelle, mentre l'evoluzione della danza sviluppò calzature sempre più morbide e aderenti al piede.
Nel Novecento, la scarpa da balletto entrò nella moda quotidiana, trasformandosi nella ballerina moderna. Figure come Rose Repetto, e in seguito icone come Audrey Hepburn, contribuirono alla sua diffusione come simbolo di semplicità, grazia e libertà di movimento.
Oggi la ballerina torna a essere interpretata anche nella moda maschile e genderless. Il suo percorso storico dimostra che la morbidezza, l'eleganza e la leggerezza non appartengono a un genere, ma sono espressioni universali della cultura del vestire.
La ballerina moderna è il risultato di una convergenza storica di tradizioni diverse: non una discendenza lineare, ma un dialogo tra moda, danza e cultura del vestire.